Harmala Freebase
Harmala freebase è un estratto purificato di semi di Peganum harmala sotto forma di base libera. Secondo le specifiche del fornitore: 47% di harmina / 53% di harmalina, purezza del 99%, senza presenza di vasicina o vasicinone. Presentazione in base libera, parzialmente solubile in alcol. Disponibile in 1 g e 10 g. Selezionato dal team di Edabea, con oltre 15 anni di specializzazione in etnobotanica. Per ricerca fitochimica e collezione botanica.
Harmala Freebase â Estratto purificato di Peganum harmala | 1 g e 10 g
La Harmala Freebase è la forma di base libera degli alcaloidi harmala, ottenuta mediante estrazione e purificazione dei semi di Peganum harmala (ruta siriana). È la presentazione complementare alla Harmala HCl â due forme chimiche distinte degli stessi alcaloidi, con proprietà di solubilità diverse. In Edabea la offriamo in due formati: 1 g e 10 g.
Composizione e purezza â specifiche del fornitore
Secondo le specifiche dichiarate dal fornitore, la Harmala Freebase di Edabea presenta la seguente composizione alcaloide:
| Alcaloide | Proporzione |
|---|---|
| Harmina | 47% |
| Harmalina | 53% |
| Purezza totale | 99% |
| Vasicina | Non rilevata |
| Vasicinone | Non rilevata |
Per ottenere 1 g di Harmala Freebase sono necessari circa 33 g di semi di Peganum harmala con un contenuto alcaloide del 3% â dato derivante dalle specifiche di concentrazione del fornitore e coerente con i range documentati nella letteratura fitochemica (Herraiz & Chaparro, 2006).
Che cos'è la Harmala Freebase e in cosa differisce dalla HCl
La Harmala Freebase e la Harmala HCl sono due forme chimiche distinte degli stessi alcaloidi harmala. La Freebase (base libera) è la forma non salificata â meno solubile in acqua, più solubile in solventi organici, con una temperatura di vaporizzazione più bassa. La HCl (cloridrato) è la forma salificata con acido cloridrico â più solubile in acqua, presentazione in sale cristallino (Herraiz & Chaparro, 2006).
| Caratteristica | Harmala Freebase | Harmala HCl |
|---|---|---|
| Forma chimica | Base libera | Sale cloridrato |
| Solubilità in acqua | Bassa | Alta |
| Solubilità in solventi organici | Alta | Bassa |
| Presentazione | Polvere / base | Sale cristallino |
| Purezza (fornitore) | 99% | Non specificata |
| Composizione (fornitore) | 47% harmina / 53% harmalina | 47% harmina / 53% harmalina |
Contesto etnobotanico â Peganum harmala
Peganum harmala (ruta siriana) è una pianta a distribuzione circummediterranea e centroasiatica con presenza documentata nella medicina tradizionale di molte culture sin dall'antichità. I suoi semi contengono harmina, harmalina e tetraidroharmina â lo stesso profilo di alcaloidi beta-carbolinici presente in Banisteriopsis caapi â il che ha portato alla sua documentazione come fonte alternativa di beta-carboline nella letteratura etnobotanica moderna (Ott, 1994; Herraiz & Chaparro, 2006).
L'attività inibitoria della monoamino ossidasi (IMAO) degli alcaloidi harmala è ben documentata nella letteratura scientifica sin dai lavori di McKenna et al. (1984) ed è stata oggetto di numerosi studi analitici e farmacologici successivi (Herraiz & Chaparro, 2006).
Processo di ottenimento
La Harmala Freebase si ottiene mediante estrazione alcaloide da semi di Peganum harmala, seguita da un processo di purificazione per isolare gli alcaloidi in forma di base libera. A partire da semi con un contenuto alcaloide medio del 3%, sono necessari circa 33 g di semi per grammo di estratto ottenuto â dato coerente con i range documentati nella letteratura per questa specie (Herraiz & Chaparro, 2006).
Conservazione
La Harmala Freebase in forma di base libera è sensibile all'umidità e alla luce diretta. Per mantenere la sua stabilità:
- Conservare in un contenitore ben chiuso, preferibilmente ermetico.
- Conservare in luogo fresco, asciutto e protetto dalla luce diretta.
- Evitare umidità e contaminazione incrociata con altri materiali.
Domande frequenti su Harmala Freebase
Cosa sono gli alcaloidi harmala?
Gli alcaloidi harmala â harmina, harmalina e tetraidroharmina â sono composti beta-carbolinici presenti in varie specie vegetali, tra cui Peganum harmala e Banisteriopsis caapi. La loro attività inibitoria della monoamino ossidasi (IMAO) è documentata sin dai lavori di McKenna et al. (1984) ed è stata oggetto di numerosi studi analitici e farmacologici successivi (Herraiz & Chaparro, 2006).
Qual è la differenza tra Harmala Freebase e Harmala HCl?
Si tratta di due forme chimiche distinte degli stessi alcaloidi. La Freebase è la forma non salificata â meno solubile in acqua, più solubile in solventi organici. La HCl è la forma salificata â più solubile in acqua, presentazione cristallina. La differenza è chimica e condiziona il loro comportamento in diversi mezzi, determinando il loro interesse per diverse linee di ricerca fitochemica o analitica (Herraiz & Chaparro, 2006).
Cosa significa che la composizione è "specifica del fornitore"?
I dati di composizione alcaloidea (47% harmina / 53% harmalina, purezza del 99%, assenza di vasicina e vasicinona) sono quelli dichiarati dal fornitore del materiale. Edabea non dispone di analisi di laboratorio proprie per questo riferimento. I dati sono coerenti con i range documentati nella letteratura fitochemica per estratti purificati di Peganum harmala (Herraiz & Chaparro, 2006), ma vengono presentati come specifiche dichiarate, non come verifica analitica indipendente.
Qual è la situazione legale della Harmala Freebase?
La situazione legale può variare a seconda della giurisdizione. È responsabilità dell'acquirente verificare la normativa applicabile nel proprio luogo di residenza. Questo prodotto è commercializzato esclusivamente come materiale di collezione botanica e ricerca etnobotanica.
Quale formato è più adeguato, 1 g o 10 g?
Il formato di 1 g è adatto per collezione, archiviazione botanica o studio iniziale del materiale. Il formato di 10 g è orientato a ricercatori o collezionisti che lavorano con volumi maggiori o necessitano di un riferimento di lotto più ampio per comparazioni analitiche o fitochimiche.
Su questo contenuto
Scheda elaborata dal team specializzato di Edabea Natura, con oltre 15 anni di esperienza nella selezione e commercializzazione di materiali etnobotanici. I dati di composizione provengono dalle specifiche del fornitore; le informazioni fitochemiche ed etnobotaniche sono basate sulle fonti bibliografiche citate. Ultimo aggiornamento: aprile 2026. Per domande sulla disponibilità o caratteristiche dell'attuale lotto, contatta a contacto@edabea.com.
Riferimenti: Herraiz, T. & Chaparro, C. (2006). Human monoamine oxidase enzyme inhibition by coffee and β-carbolines norharman and harman. Life Sciences, 78(8), 795–802. — McKenna, D.J., Towers, G.H.N. & Abbott, F. (1984). Monoamine oxidase inhibitors in South American hallucinogenic plants. Journal of Ethnopharmacology, 10(2), 195–223. — Ott, J. (1994). Ayahuasca Analogues: Pangæan Entheogens. Kennewick: Natural Products.
