Banisteriopsis caapi ourinhos 50 gr.
Banisteriopsis caapi ourinhos 50 gr.

Banisteriopsis caapi, liana nera

14,95 €
Tasse incluse

Banisteriopsis caapi liana nera (B. caapi), liana triturata proveniente dalla regione amazzonica. La varietà più documentata nella letteratura etnobotanica e fitochimica — contiene harmina, harmalina e tetrahidroharmina, alcaloidi beta-carbolinici con attività IMAO. Disponibile in 100 g e 500 g. Selezionata dal team di Edabea, con oltre 15 anni di specializzazione in etnobotanica. Per collezionismo botanico e ricerca etnobotanica.

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Banisteriopsis caapi liana nera | Liana triturata — 100 g e 500 g

Banisteriopsis caapi è una liana rampicante della famiglia Malpighiaceae, originaria della regione amazzonica, considerata nella letteratura etnobotanica come il componente centrale della preparazione tradizionale conosciuta come ayahuasca. La varietà denominata liana nera è quella di maggior presenza storica nell'uso cerimoniale amazzonico e la più ampiamente documentata nella ricerca fitochimica disponibile (Callaway et al., 1999; McKenna et al., 1984). In Edabea offriamo la liana in formato tritato fine, in presentazioni di 100 g e 500 g.

Origine e selezione del materiale

Il materiale proviene dalla regione amazzonica, area di distribuzione naturale della specie e di maggiore tradizione nel suo uso etnobotanico documentato. La denominazione "liana nera" si riferisce al colore scuro caratteristico del fusto maturo — uno dei criteri morfologici utilizzati dalle tradizioni sciamaniche amazzoniche per distinguere le varietà all'interno della specie (Luna, 1986; Schultes & Hofmann, 1979).

In Edabea selezioniamo la liana matura, la parte della pianta con la maggiore concentrazione di alcaloidi beta-carbolinici secondo la letteratura fitochimica disponibile (Callaway, 2005). Il materiale è presentato in formato tritato fine, adatto per manipolazione, archiviazione e studio botanico.

Cosa contiene la liana nera — alcaloidi documentati

Banisteriopsis caapi contiene un profilo di alcaloidi beta-carbolinici ben caratterizzato nella letteratura scientifica: harmina, harmalina e tetrahidroharmina (THH). Questi composti agiscono come inibitori reversibili della monoamino ossidasi (IMAO), meccanismo documentato in vari studi farmacologici (Callaway et al., 1999; McKenna et al., 1984). Le proporzioni relative di ciascun alcaloide variano a seconda della varietà, della parte della pianta analizzata e delle condizioni di coltivazione e lavorazione (Callaway, 2005).

La liana nera presenta profili fitochimici leggermente diversi rispetto ad altre varietà di B. caapi — liana gialla e liana rossa (B. muricata) — differenze che sono state oggetto di caratterizzazione nella letteratura etnobotanica e fitochimica specializzata.

Contesto etnobotanico

L'uso cerimoniale di Banisteriopsis caapi è documentato tra oltre 70 popoli indigeni della regione amazzonica — tra cui i Shipibo-Conibo, i Shawi, i Huni Kuin e i Siona — con una tradizione storica che precede di diversi secoli il primo contatto europeo. L'etnobotanico Richard Evans Schultes ha dedicato decenni allo studio di questa specie nell'Amazzonia a partire dagli anni '40; i suoi lavori, raccolti in Plants of the Gods (1979, con Albert Hofmann) e Vine of the Soul (1992), rimangono un riferimento fondamentale in materia.

Nel 2008, l'Istituto Nazionale di Cultura del Perù ha dichiarato le conoscenze e i usi tradizionali dell'ayahuasca Patrimonio Culturale della Nazione, riconoscendo il valore storico e culturale del sistema di conoscenza sciamanico associato a questa pianta.

Per approfondire il contesto storico e botanico, puoi consultare il nostro blog specializzato in ayahuasca.

Conservazione

La liana tritata è sensibile all'umidità e ai cambiamenti di temperatura. Per mantenere la sua stabilità nel tempo:

  • Conservare in contenitore ben chiuso, preferibilmente ermetico.
  • Conservare in luogo fresco, secco e protetto dalla luce diretta.
  • Evita l'umidità, il calore prolungato e la contaminazione incrociata con altri materiali.

Domande frequenti su Banisteriopsis caapi liana nera

Quale parte della pianta è commercializzata?

Si commercializza la liana matura in formato tritato fine. È la parte della pianta più utilizzata nella preparazione tradizionale amazzonica e quella che concentra la maggiore presenza di alcaloidi beta-carbolinici secondo la letteratura fitochimica disponibile (Callaway et al., 1999). Non si commercializzano le radici né le foglie in questa referenza — per le foglie secche di B. caapi, consulta la scheda specifica del catalogo.

Qual è la differenza tra liana nera, liana gialla e liana rossa?

La liana nera e la liana gialla sono varietà di Banisteriopsis caapi differenziate morfologicamente dal colore interno del fusto e con profili fitochimici leggermente diversi documentati nella letteratura (Callaway, 2005). Le denominazioni derivano dal sistema di classificazione sciamanico amazzonico, che distingue le varietà per criteri organolettici e morfologici. La liana rossa corrisponde a Banisteriopsis muricata, una specie botanicamente distinta dello stesso genere (Schultes & Hofmann, 1979).

Cosa sono gli alcaloidi beta-carbolinici?

Gli alcaloidi beta-carbolinici sono composti azotati presenti naturalmente in diverse specie vegetali. In Banisteriopsis caapi, i principali sono harmina, harmalina e tetrahidroharmina. La loro presenza in questa specie è ben caratterizzata nella letteratura fitochimica dai lavori pionieristici di McKenna et al. (1984) ed è stata oggetto di numerosi studi analitici successivi.

Qual è la situazione legale di Banisteriopsis caapi?

La situazione legale può variare a seconda della giurisdizione. È responsabilità dell'acquirente verificare la normativa applicabile nel proprio luogo di residenza. Questo prodotto è commercializzato esclusivamente come materiale di collezione botanica e ricerca etnobotanica.

Quale formato è più adatto, 100 g o 500 g?

Il formato di 100 g è adatto per collezione, archiviazione botanica o studio iniziale del materiale. Il formato di 500 g è orientato a ricercatori, botanici o collezionisti che lavorano con volumi maggiori o desiderano disporre di un riferimento di lotto più ampio per comparazioni fitochimiche.

Su questo contenuto

Scheda elaborata dal team specializzato di Edabea Natura, con oltre 15 anni di esperienza nella selezione e commercializzazione di materiali etnobotanici. Le informazioni fitochimiche ed etnobotaniche si basano sulle fonti bibliografiche citate e sulla conoscenza diretta del materiale. Ultimo aggiornamento: aprile 2026. Per domande sulla disponibilità o sulle caratteristiche del lotto attuale, contatta a contatto@edabea.com.

Riferimenti: Callaway, J.C. (2005). Various alkaloid profiles in decoctions of Banisteriopsis caapi. Journal of Psychoactive Drugs, 37(2), 151–155. — Callaway, J.C. et al. (1999). Pharmacokinetics of hoasca alkaloids in healthy humans. Journal of Ethnopharmacology, 65(3), 243–256. — Luna, L.E. (1986). Vegetalismo: Shamanism among the Mestizo Population of the Peruvian Amazon. Stoccolma: Almqvist & Wiksell. — McKenna, D.J., Towers, G.H.N. & Abbott, F. (1984). Monoamine oxidase inhibitors in South American hallucinogenic plants. Journal of Ethnopharmacology, 10(2), 195–223. — Schultes, R.E. & Hofmann, A. (1979). Plants of the Gods. New York: McGraw-Hill.

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